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Che cos'è lo stato vegetativo persistente (SVP)
E' bene introdurre a questo punto una definizione di questo stato, tratta dal rapporto della Task Force4 testé citata. Si definisce stato vegetativo un quadro clinico caratterizzato da:
- nessun indizio di consapevolezza di sé e dell'ambiente e di capacità di interagire con gli altri;
- nessuna risposta comportamentale riproducibile, finalistica o volontaria a stimoli visivi, uditivi, tattili o dolorifici;
- nessun indizio di comprensione del linguaggio altrui;
- presenza di un ciclo intermittente di sonno-veglia;
- conservazione sufficiente delle funzioni dell’ipotalamo e del tronco encefalico tale da permettere la sopravvivenza con semplici cure mediche e assistenza infermieristica;
- incontinenza urinaria e fecale;
- conservazione almeno parziale dei riflessi cranici.
tratto da da Bioetica n. 1/2000
Lo stato vegetativo persistente:
un appello alla nostra responsabilità
di Carlo Alberto Defanti...............................................................
Ho scritto questa piccola parentesi per introdurvi ai miei pensieri di oggi.
Volevo capire, e farvi capire, prima di esprimere il mio pensiero.
Oggi pensavo ad Eluana, e pensando a lei pensavo a tutte le milioni di cose che do per scontate, che non vivo in modo consapevole solo perchè le ho tutti i giorni sottomano.
Sarà capitato anche a voi. Arrivare a fine giornata e scoprire di non esservi nemmeno resi conto di cosa avete fatto e del tempo che è passato.
Eluana ha 30 anni, solo tre più di me.
Da dieci vive in un letto d'ospedale, i suoi occhi non vedono e non riconoscono, ne gli infermieri ne chi la ama.
Nutrita da una cannula e con un clistere che le libera l'intestino.
Gli infermieri la lavano ogni giorno, le cambiano posizione nel letto ogni due ore ed una volta al giorno la mettono a sedere su una sedia.
Milioni di persone ogni giorno VIVONO una vita, bella o brutta, degna o no secondo loro di esser vissuta, ma la vivono.
Vedono il sole sorgere, sentono l'odore del caffè la mattina, mangiano il loro pranzo, sentono il vento sulla pelle, imprecano contro il traffico. Persone come me e come voi, che amano, lavorano, discutono (sempre troppo), se la prendono (sempre troppo), baciano... fatevi venire in mente qualsiasi azione, anche la più piccola, la più scontata, come andare in bagno la mattina.
Come me e voi. E come Eluana, se... se quell'incidente non l'avesse costretta ad una parvenza di vita.
Mi dispiace per Eluana, perchè la VITA l'ha beffata due volte.
Non le ha solo tolto la vita, tutto quello che poteva fare, che poteva essere e che era stato fino ad allora, ma l'ha sostituita con quella che io non considero che una parvenza di vita.
Mi dispiace perchè in questa lotta per la vita, questa parola che ho ripetuto mille volte in questo post, tanto che sembra aver perso significato, la vita per forza, sempre e comunque, mi sembra che si perda di vista quello che è veramente importante.
La vita è un diritto certo. Ma io credo che quello che manca in questa frase sia un aggettivo... una vita DECOROSA è un diritto.
Credo che quella che Eluana vive sia una vita clinica. Non credo che sia una vita vera.
Non credo fosse la vita che sognava guardando e immaginando il suo futuro.
Certo le macchine dicono che è viva. Il suo cuore batte certo.
Non è morta clinicamente, ed è viva, ma solo clinicamente.
Si può definire vita, una vita clinica, legata a dei macchinari ed alla mercè delle persone?
Io non la definisco tale.
La vita è un dono... ma se non puoi viverla, se è puramente meccanica, assomiglia di più ad una condanna.
Sono vicina ad Eluana, col pensiero, ed alla sua famiglia. Spero che il tempo a venire sia più clemente con loro.
E spero da oggi, di apprezzare di più quello che ho.
Tutto quello che ho.
Eluana con la sua triste storia ha il merito di aver scosso le nostre coscienze ed averci fatto pensare.
Lascia a tutti noi il dovere di vivere la nostra vita, di assaporarla e dare peso a ciò che ci circonda.
Di vivere e non sopravvivere.
Spero di non aver offeso nessuno con i miei pareri, che sono frutto delle mie convinzioni, di quello che vorrei la mia vita fosse e di come realmente vorrei viverla.
Vi lascio con una bellissima citazione...
"Voglio arrivare, quando posso, lontano. Attingere la gioia che ho nell'anima e cambiare i limiti che conosco e sentirmi crescere la mente e lo spirito. Voglio vivere, esistere, "essere". E udire le verità che sono dentro di me."
Doris Warshay psicoterapeuta americana
Eluana libera di volare...